Il 1° aprile 1945 il parroco Don Giovanni Castellini ricostituì formalmente l’antica confraternita di S. Antonio Abate, intitolandola anche a S. Antonio da Padova. Il regolamento stabiliva che essa era una pia associazione di uomini che, nella dipendenza alle autorità ecclesiastiche, praticavano la devozione ai due santi per ottenerne la protezione e promettevano di essere a disposizione per ogni manifestazione di fede richiesta dal culto parrocchiale.
All’inizio ogni confratello indossava al braccio, come segno di riconoscimento, una fascia celeste, in attesa di dotarsi della veste, da procurarsi a sue spese, che sarà poi di colore grigio con stemma di metallo. Era previsto il pagamento di una quota come "trentesimo", che doveva servire per suffragare i confratelli defunti e per scopi di culto.

Nell’elenco dei primi aderenti figurano Guglielmo Sargenti (priore), Enrico Costantini (priore), Aleandro Lunghi (segretario). Nel tempo la confraternita si è identificata sempre più nel santo egiziano, S. Antonio Abate. Nel fine settimana, prima della memoria del santo (17 gennaio), continua l’antica tradizione di portare il sale e il pane alle famiglie di Costano.

 

Fu eretta formalmente il 15 aprile 1900, giorno di Pasqua, dal parroco don Crispolto Bianchini. Era formata da quarantacinque confratelli, presieduti da Guglielmo Gigliarelli, nominato rettore per un triennio, affiancato dal sottorettore Alessandro Lunghi e dal cassiere Enrico Caccinelli. Fu stabilita anche la quota di appartenenza in cinquanta centesimi, da versarsi mensilmente. Inoltre i componenti erano tenuti a pagare la somma di una lira nel giorno della festa di S. Croce, per i suffragi dei defunti della compagnia.

I priori rispondevano al parroco dell’amministrazione e con gli introiti della questua dovevano far fronte alla festa annuale del 3 maggio, mantenere con decoro la cappellina del castello e dotarla di tutte le suppellettili e arredi. Ogni componente provvedeva al sacco o veste grigia filettata rossa con bottoni, colletto e cingolo rossi, più lo stemma. Aveva l’obbligo di intervenire a tutte le processioni stabilite dal parroco. Ancora oggi è restata questa struttura e servizio alla Chiesa costanese.

 

Fondata dal parroco don Filippo Rauco nel 1930. Associazione dedicata al Sacro Cuore di Gesù, la seconda a Maria SS. Immacolata, dotata di uno stendardo per le processioni. La veste delle Madri Cristiane è nera e completa di fazzoletto nero per il capo. Venne compresa nei rami organizzativi dell’Azione Cattolica, che aveva anche la sua gioventù maschile, con bandiera e stemma. Attualmente si occupano particolarmente dell’allestimento liturgico della Chiesa e dell’organizzazione liturgica per le S. Messe.

 

È la più antica delle pie associazioni del paese. Deriva dalla Fraternita dei Disciplinati di Santa Maria delle Grazie, fondata con statuto il 20 dicembre 1619 dal vicario generale di Assisi don Alfonso Bianchi. I membri si radunavano per praticare la liturgia, attendere ad esercizi di pietà, carità, penitenza ed elemosina.

Il 20 giugno 1889 uscirono le nuove Costituzioni della Venerabile Confraternita del SS. Sacramento. Per l’ammissione era necessaria l’approvazione degli aggregati e del parroco. Si doveva versare la somma di cinquanta centesimi e avere una veste da indossare nel giorno del Giovedì Santo. I confratelli dovevano partecipare al funerale dei defunti dell’associazione. Vestivano una tunica bianca con cingolo ai fianchi, mozzetta rossa sulle spalle e stemma in lamina di alluminio. Era obbligo presenziare alle sacre Quarantore di Natale, provvedere alla cera delle candele e all’olio della lampada dell’altare maggiore, curare la casa della confraternita («la Fratente»), ornare il Sepolcro nella giornata del Venerdì Santo e organizzare la processione del Cristo Morto.

Lo statuto accenna anche al pranzo del Venerdì Santo. C’erano da raccogliere le somme degli incassi delle messe in suffragio delle anime degli associati. La riscossione era stata fissata nel giorno del Venerdì Santo, terminata la «refezione» offerta dai priori a tutti i fratelli e le sorelle dopo il ritorno da S. Maria degli Angeli, dove, secondo un’antica tradizione, avevano l’obbligo di andare in processione. Attualmente è la confraternita più numerosa e continua a perpetuare il suo antico servizio. Il giovedì Santo e il giorno del Corpus domini sono celebrazioni particolarmente sentite e vissute da tale confraternita.

LA STORIA

Costano è una frazione del comune di Bastia Umbra (PG) che sorge su di un modesto rialzo, nella verde pianura di Assisi, sulla sponda del fiume Chiascio, che "scende dal colle del beato Ubaldo" (D. Alighieri, Paradiso, canto XI). COSTANUM... oggi COSTANO, etimologicamente significa luogo lungo un declivio o costa, nel nostro caso, la costa del fiume Chiascio, ove sorge appunto il paese.

Le prime testimonianze di un sicuro insediamento, ove oggi è l'attuale paese, risalgono al I e II secolo a.C. I Reperti rinvenuti in alcune zone del paese chiamate "Lo Sterpaticcio" e "Il Vicinato", testimoniano in maniera inequivocabile la presenza di un nucleo di persone che qui vivevano in maniera stabile.

La vera storia di Costano inizia tuttavia verso la metà del secolo III, quando qui venne martirizzato San Rufino, il primo vescovo di Assisi. Secondo una leggenda, il santo venne annegato nel Chiascio con una grande pietra al collo; il suo corpo, ritrovato in seguito, venne sepolto a Costano che divenne punto di riferimento dei cristiani di tutta la zona, sino a quando il venerato corpo del martire venne traslato nella città di Assisi, per una maggiore sicurezza.

Pur privato del suo più grande tesoro, il corpo di San Rufino, Costano continua la sua crescita. Il paese, passato sotto dominio di varie potenze e di grandi signori, dopo essere stato sotto il comune di Assisi, nel 1817 passò, e attualmente resta ancora, sotto il comune di Bastia Umbra.

Liturgia del Giorno

Calendario Liturgico
Oggi 22 Ottobre 2019

MARTEDI della XXIX sett. del T.O.
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"Da Domenica 3 Dicembre 2018 cambia l'orario della Santa Messa a Castelnuovo. Non più alle 11.15 ma alle 10.00.

Al Centro Pastorale, a Tordandrea e a Costano non più alle 11.00 ma alle 11.15"

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